5 consigli per diventare un fotografo professionista

Se vuoi diventare un fotografo professionista devi prima apprendere le giuste tecniche e non appena sarai formato e in grado di garantire professionalità, potrai anche definirti tale. Ecco 5 consigli utili per diventare un fotografo professionista:

 

  • Date un valore al vostro lavoro:

 

Anche se non siete professionisti, imparate a quantificare economicamente in modo corretto il vostro lavoro. Diffidate da chi vi promette “visibilità” in cambio di fotografie: potete ottenere la medesima visibilità “virtuale” tramite una presenza attiva, diretta e di qualità sul web (con il vostro sito e/o blog) e tramite social media qualificati, come Linkedin. Se, inoltre, iniziate la vostra carriera facendovi pagare poco, o, ancora peggio, nulla, contribuite a rovinare un mercato nel quale nel futuro vorrete collocarvi, facendo un danno diretto ai vostri colleghi professionisti e, nel futuro, al voi stessi.

 

  • Acquisite solide basi e imparate e metterle in discussione:

 

La fotografia, prima che arte, è artigianato. E, come ogni altra forma di artigianato, presuppone una profonda conoscenza delle tecniche e delle attrezzature e, nello specifico, una seria cultura visiva. Una volta che avrete appreso e “metabolizzato” a fondo le regole, potrete iniziare a infrangerle alla ricerca di uno stile personale.

 

  • Siate riconoscibili:

 

Fate in modo che, sin da subito, i potenziali committenti siano portati a contattare voi anziché altri perché fate “quella cosa lì” in “quel modo”. Può essere un riconoscibile stile visivo o interpretativo, la capacità di scattare in ambienti e situazioni particolari, l’approfondita conoscenza di un certo tipo di soggetti che però sapete rappresentare in modo diverso dagli altri, la padronanza di una tecnica superiore alla maggior parte dei concorrenti.

 

  • Coltivate il confronto:

 

Imparate a lavorare con altri colleghi, frequentate le mostre, leggete molto, non solo di fotografia, viaggiate, soprattutto, non siate gelosi della vostra professionalità.  Imparate a “perdere tempo in modo produttivo”, arricchendo il vostro bagaglio tecnico, culturale e umano.

 

  • Non fatevi ossessionare dal consenso:

 

La ricerca del consenso è una delle gravi malattie di questo secolo, accentuata dai social media. Non saranno decine di like su Facebook a rendere interessanti le vostre foto, ma il problema riguarda anche la “vita reale”.  I professionisti lo sanno bene, spesso le campagne di comunicazione sono ideate dal marketing, che, fisiologicamente, tende a dirigere i budget verso porti sicuri, ossia assecondando quello che già funziona. Quindi sareste costretti a ripetere e rafforzare tendenze già esistenti, il che sta evidentemente e drammaticamente appiattendo molti aspetti della comunicazione. Quando possibile, quindi, cercate di interpretare le tendenze, o, meglio ancora, cercate di imporne di nuove. In questi tempi di poco coraggio è difficile, ma c’è un trucco: se i vostri committenti più coraggiosi, seguendovi, avranno un evidente vantaggio economico, dimostreranno sempre più fiducia nelle vostre idee e avrete sempre più libertà. Il denaro non dà sicuramente (da solo) la felicità, ma spesso può essere un “motore” di libertà espressiva.

 

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