Le Ultime Novità sulla Certificazione Energetica

Nell’oramai lontano 1991 entra in vigore la Legge 10/1991, normativa chiave in materia di energia applicata all’edilizia. Questa norma, fino a pochi anni fa, veniva applicata raramente, perché, presumibilmente, la mentalità dei tecnici comunali, dei progettisti e dei costruttori non era ancora pronta per una simile rivoluzione. Tra i vari aspetti di questa normativa, molto interessante, si annovera anche l’introduzione del concetto di certificazione energetica, ossia un documento che possa fornire una chiara indicazione delle prestazioni energetiche di un immobile.

Con l’entrata in vigore del D.M. 26/06/2009, la certificazione energetica diventa un obbligo concreto, che interessa i proprietari di immobili che intendono vendere o affittare parte del loro patrimonio immobiliare. Da qualche anno, quindi, un ipotetico locatario o acquirente, ha un’arma in più per valutare il valore dell’edificio, un mezzo che gli consente di cogliere dettagli che un occhio profano non potrebbe cogliere visionando un immobile. Con l’introduzione del D.M. 26/06/2015, la certificazione energetica analizza più componenti del fabbricato in esame: l’involucro edilizio, l’impianto di produzione di acqua calda sanitaria, l’impianto di riscaldamento e di raffrescamento, la ventilazione e, per alcune tipologie di edifici, anche la presenza di impianti di trasporto di cose o persone (montacarichi o ascensori).

L’analisi di questi fattori fornisce la valutazione sul consumo energetico dell’immobile e sull’emissione di anidride carbonica, connessa al fabbricato. La certificazione energetica, tenuto conto di tutti i parametri sopra indicati, fornisce, pertanto, all’utente un’indicazione oggettiva in merito al costo gestione, per quanto riguarda gli aspetti energetici, dell’immobile. Avere una chiara idea di questo dato fornisce all’acquirente, o al locatario, un parametro in più, per valutare la bontà di un fabbricato. Il tecnico che redige la certificazione energetica, ai sensi della vigente normativa, consiglia anche una serie di interventi migliorativi, ossia una serie di modifiche che consentano il miglioramento delle prestazioni energetiche dell’immobile, valutando anche il tempo di ritorno dell’investimento.

Ai sensi della vigente normativa, la certificazione energetica può essere redatta da un libero professionista, anche in forma associata, ossia un geometra, da un ingegnere, da un architetto, da un perito industriale e da un perito agrario. Il libero professionista deve essere abilitato all’esercizio della libera professione e deve essere iscritto al proprio Ordine o Collegio professionale. Inoltre, anche gli enti e organismi pubblici operanti nel settore dell’energia, gli organismi, pubblici e privati, d’ispezione nel settore delle costruzioni edili e di impiantistica, accreditati presso l’organismo nazionale, o un suo equivalente europeo, e le E.S.C.O., società di servizi energetici, possono redigere la certificazione energetica, a patto che, all’interno del suo organico, ci siano soggetti in possesso dei titoli di studio e degli eventuali corsi necessari.

Quali sono le novità in materia di certificazione energetica?

Il D.L. 26/06/2015, valido nelle regioni che non hanno una propria legislatura in merito alla certificazione energetica, apporta sostanziali modifiche a questo documento. Il cambiamento maggiormente visibile è l’aumento delle classi energetiche che passano da otto (A+, A, B, C, D, E, F, G) a dieci (A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G). Le classi energetiche sono caratterizzate da una forbice di due valori, espressi in kWh/mq*anno e, pertanto, immobili all’interno della stessa classe, a parità di superficie, possono avere consumi lievemente diversi. L’ampiezza di queste forbici varia anche in funzione di alcuni parametri. Chi consulta la certificazione energetica, per ottenere rapidamente e semplicemente il costo di gestione energetica dell’immobile, può moltiplicare il valore di prestazione energetica, espresso, come già detto, in kWh/mq*anno, per il costo medio dell’energia, ottenendo il costo energetico medio dell’immobile. Ovviamente si tratta di un valore medio ed indicativo perché i consumi variano in funzione delle abitudini e delle esigenze di chi occupa l’alloggio.

E’ opportuno, per un ipotetico acquirente o locatore, valutare attentamente il costo medio di gestione dell’alloggio che vorrebbe acquistare o prendere in locazione. Un indice di prestazione energetica globale elevato comporta un aumento dei costi dell’energia, componente molto importante del bilancio familiare. Un altro aspetto importante da valutare è quello degli interventi migliorativi. La semplice sostituzione dei serramenti, ad esempio, potrebbe apportare, con una spesa relativamente contenuta, sensibili miglioramenti delle prestazioni energetiche dell’immobile. Ci sono moltissimi interventi migliorativi possibili, si va dalla citata sostituzione dei serramenti all’installazione di un cappotto termico, all’attuazione di modifiche all’impianto di produzione acqua calda o di riscaldamento.

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