L’outsourcing e le soluzioni più evolute di impianti aeraulici

Quali sono i vantaggi della standardizzazione produttiva e dell’outsourcing?

Nell’ultimo decennio il miglioramento qualitativo e la riduzione dei costi sono andati di pari passo. Il sistema industriale ha imposto una competitività senza vie di mezzo dove la ricerca degli obiettivi non ha avuto risentimenti: prestazioni,produttività, rapporto peso-potenza, design ricercato, maneggevolezza,sicurezza etc.
Il  prodotto made in italy ha sempre dimostrato le più svariate caratteristiche vincenti.

In realtà ogni realtà ha le sue specifiche che la caratterizzano pertanto ogni settore ha imposto livelli di standardizzazione del prodotto molto differenti.
Due fattori hanno condizionato molti settori:

  • le economie di scala per ridurre i costi e semplificare la gestione
  • la differenziazione dei prodotti comporta una scelta ponderata di porsi nel mercato rispecchiando i parametri di ricerca più frequenti.

Per fronteggiare una competitività così spinta è stato necessario implementare sistemi di qualità che rendano oggettivi i valori raggiunti dall’organizzazione aziendale.
Da un lato si tratta di esplicitare a livello di comando quali obiettivi ricercare e quali parametri individuare, dall’altro cercare di apportare un politica aziendale senza fraintendimenti per coinvolgere le persone dell’organizzazione negli intenti societari.
Tanti sono poi gli ambiti di applicazione: organizzazione aziendale, gestione amministrativa, uffici produttivi, marketing, commerciale, gestione tecnica, etc
Standardizzare i propri valori aziendali dall’altro rende possibile l’outsourcing sul mercato globale: quindi affidare ad altre aziende o uffici  indagini di mercato, progetti per nuovi prodotti, riorganizzare la propria catena produttiva,ricercare alternative sui componenti std,smontare o riassemblare le proprie linee all’estero, organizzare e partecipare alle fiere locali e internazionali, promuovere prodotti con slogan o filmati da pubblicare in internet o in televisione.
L’altra faccia della medaglia è beneficiare dell’operato di personale con ampia esperienza, poter sviluppare nuovi servizi o prodotti dei quali non si aveva la minima idea o esperienza (ad esempio manutenzione programmata sui propri prodotti presso i clienti, offrire prezzi fissi sui ricambi principali per un periodo definito, promuovere i prodotti in mercati dove non si conosce il linguaggio e la gente, ampliare la versatilità dei propri prodotti).

Quali sono le soluzioni più evolute per quanto riguarda gli impianti aeraulici?

Per il settore terziario la possibilità di realizzare impianti a portata variabile controllati da sonde di qualità dell’aria o di umidità rappresenta una evoluzione importante di
questi impianti tradizionali.
L’ampia gamma di modelli di climatizzatori ad alta efficienza (fino alla classe a+++) configurabili secondo le esigenze unita a una completa offerta di componenti aeraulici permette di soddisfare qualunque esigenza, i quali si suddividono in:

– Impianti ad espansione diretta tipo split
Trattasi di un sistema di diffusione dell’energia frigorifera per il riscaldamento e/o condizionamento dei locali per mezzo di tubazioni idriche, nelle quali non circola acqua calda o fredda, come nei sistemi tradizionali definiti idronici, ma un particolare gas refrigerante, proveniente da una unità di produzione termo-frigorifera esterna (motocondensante), dotata di compressore. In altre parole, nel sistema ad espansione diretta alle unità interne installate nei locali riscaldati (o condizionati) che emettono aria calda o fredda non arriva semplice acqua, riscaldata o raffreddata da una caldaia o una pompa di calore idronica, ma un gas (HFC) caldo o freddo proveniente da una unità esterna, alimentata tipicamente ad energia elettrica oppure a gas (motocondensanti a motore endotermico).

– Impianti VRF
Gli impianti VRF sono l’ultima implementazione degli impianti split; si distinguono da questi per via della portata  variabile (VRF Variable Refrigerant Flow), regolata da valvole modulanti, presenti in cassette di distribuzione o direttamente a bordo delle unità interne, in funzione del carico termico della singola unità interna. Ciò permette di collegare diverse unità interne, da un minimo di 2 ad un massimo di 64, con una potenza totale delle unità interne abbinate che può superare del 135 al 160% la potenza dell’ unità esterna.

– Impianti in Pompa di Calore
La pompa di calore è una macchina in grado di trasmettere energia termica da una sorgente a temperatura più bassa ad una sorgente a temperatura più alta o viceversa, utilizzando differenti forme di energia.
La pompa di calore può essere anche di tipo “reversibile” e operare in modalità di riscaldamento o raffrescamento. Questo è reso possibile da una valvola che inverte il ciclo e i ruoli assunti dagli scambiatori sopra descritti: presso la sorgente avviene la condensazione e lo smaltimento del calore, mentre presso lo scambiatore dell’utenza viene asportato il calore.

Le pompe di calore dell’ultima generazione si distinguono in:

Aria – acqua
La pompa di calore aria – acqua estrae calore dall’aria esterna tramite l’evaporatore. Qui il fluido frigorigeno assorbe calore, dando luogo al ciclo sopra descritto. Queste unità sono normalmente in grado di soddisfare il fabbisogno di energia termica delle diverse utenze, ma possono anche essere associate ad altri dispositivi. Questa tipologia è particolarmente facile ed economica da installare e da integrare nell’impianto.

Acqua – acqua
La pompa di calore acqua/acqua recupera energia dall’acqua, proveniente per esempio da una falda. L’acqua è prelevata mediante un pozzo di prelevamento e poi convogliata all’evaporatore dove cede calore e viene smaltita.
Con questo tipo di impianto sono necessarie alcune analisi preventive per valutare le caratteristiche dell’acqua e del relativo impianto di prelievo e smaltimento. Questa soluzione si distingue per l’efficienza energetica in ogni condizione climatica, conseguita grazie alla temperatura di sorgente favorevole e pressoché costante.

Unità geotermiche
Le pompe di calore geotermiche impiegano il suolo come sorgente termica. Il loro funzionamento è simile a quello delle unità acqua-acqua: lo scambio termico avviene mediante acqua glicolata che circola tra l’evaporatore e le sonde.

Queste sono costituite da un’apposita superficie di scambio a contatto con il terreno e possono essere realizzate con disposizione orizzontale (i collettori sono interrati a circa 1.5 metri di profondità, su una superficie ampia) oppure verticale (le sonde penetrano fino a una profondità di 50-60 metri, a seconda del tipo di terreno, occupando una ridotta superficie in pianta). Valutare preventivamente le caratteristiche del terreno è fondamentale in questo tipo di impianto, che ha il grande vantaggio di garantire l’efficienza energetica in ogni condizione climatica.

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