Pistole da sparo e pistole a salve: come effettuare la pulizia?

Manutenzione fondamentale

Ogni arma, che si tratti di un fucile da softair, di un’arma da caccia o da poligono o di una pistola a salve, necessita di una manutenzione continua.

Dopo una seduta al poligono di tiro, dopo una giornata di caccia o periodicamente, ogni due o tre mesi, in caso di un uso saltuario, è importante dedicarsi alla pulizia e alla lubrificazione delle armi utilizzate.

Questo consentirà di mantenerle nelle migliori condizioni estetiche e di funzionamento, evitando che invecchino prima del tempo, che l’usura le rovini irrimediabilmente e che non diano problemi (inceppamenti o altro) al momento dell’impiego.

Gli strumenti da utilizzare

Quando ci si appresta a pulire una pistola a salve o qualsiasi altra arma, bisogna accertarsi di avere tutto il materiale necessario. Non si tratta di elementi difficili da reperire, anzi, ma bisogna essere precisi nella scelta.

Gli attrezzi imprescindibili sono una bacchetta, su cui fissare uno spingi pezzuola; uno scovolino in bronzo (non deve essere necessariamente lungo, perché andrà fissato, anch’esso, sulla bacchetta); uno spazzolino da denti (non troppo scadente, per evitare che i dentini si stacchino e finiscano sugli elementi della pistola); uno o più bastoncini, come quelli che si impiegano per la pulizia delle orecchie; una pezza di dimensioni medie; uno stock di pezzuole piccoline (si possono reperire facilmente quelle di forma quadrata, con lato di 5 cm); prodotti specifici per la pulizia delle armi, come un solvente spray e un lubrificante in vasetto.

È importante scegliere prodotti di qualità, perché oltre a lubrificare e pulire le armi, questi dovranno svolgere una funzione conservativa di pistole e fucili, in modo da mantenerle efficienti più a lungo.

La prima fase: la pulizia

Prima di tutto, anche nel caso si tratti di una pistola a salve, è fondamentale verificare che l’arma sia scarica.

Dopodiché si procederà a smontare i diversi componenti della pistola: castello, canna, carrello, molla di recupero.

La pulizia inizia dalla canna: si infila una pezzuola imbevuta di prodotto specifico in cima alla bacchetta e si inserisce la bacchetta, iniziando dalla camera di scoppio, per spingerla fino a farla uscire dalla parte opposta, da dove si recupera la pezzuola.

In questo modo, l’interno della canna è stato spalmato con l’olio: l’ideale, per chi ne ha la possibilità, è di lasciare riposare l’olio per tutta la notte; in questo modo, infatti, le incrostazioni e le impurità interne si staccheranno meglio e vi sarà minor necessità di utilizzare lo scovolino.

Mentre l’olio riposa nella canna, si passa al castello: con lo spazzolino da denti si cercherà di eliminare tutti i residui degli spari. Lo spazzolino, infatti, consente di arrivare facilmente in tutti i punti, anche in quelli altrimenti difficili da raggiungere.

Quanto appena fatto con il castello, andrà fatto anche sul carrello, ponendo attenzione alle guide e alla sede del percussore. Dopo aver passato lo spazzolino, si utilizzerà una pezza pulita, con la quale verrà rimosso gran parte dello sporco.

Dopo che l’olio avrà riposato a sufficienza, si potrà tornare all’interno della canna, dove si dovrà intervenire con lo scovolino in bronzo, dopo averlo fissato all’estremità della bacchetta.

Molti temono che lo scovolino possa arrecare danni alla canna. Si tratta, ovviamente, di una preoccupazione che non ha senso. Lo scovolino è in bronzo, mentre la canna è in acciaio. Si spruzza un solvente sullo scovolino e si effettuano dieci o quindici passate all’interno della canna: una passata corrisponde ad un’andata e ritorno dello scovolino. Il lavoro va effettuato delicatamente, ma in maniera decisa.

Poi, si rimonta lo spingi pezzuola sulla bacchetta e si passa una pezzuola nuova all’interno della canna, per verificare il livello di pulizia ottenuto. Se la pezzuola dovesse uscire ancora molto sporca, allora sarà necessario ripetere le operazioni precedenti: pezzuola intrisa di olio, scovolino in bronzo e pezzuola asciutta.

Se la pistola non verrà utilizzata per molto tempo, il consiglio migliore che si possa dare è quello di non asciugare completamente l’interno della canna, ma di lasciare un sottile strato di olio.

La seconda fase: la lubrificazione

Ora si passa alla lubrificazione.

Con un bastoncino per le orecchie, si distribuisce il lubrificante sulle guide, sul castello e sul carrello; la quantità di olio da utilizzare dipende dalle abitudini di ciascuno.

In generale, la cosa migliore da fare è seguire le indicazioni riportate sul manuale dal produttore, tuttavia è consigliabile lubrificare in tutti i punti in cui si noti dell’usura. Questo consentirà di mantenere in salute la pistola più a lungo.A pistola pulita e lubrificata, si passerà al rimontaggio: carrello, canna e molla di recupero, il tutto sul castello. Dopo di ché, ci si assicura che l’arma spari a dovere, testando anche l’inserimento e il disinserimento della sicura.

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