Stazione Termini, tra storia e particolarità

È una delle stazioni più conosciute non solo in Italia ma anche all’estero, spettatrice silenziosa di viaggi dalle destinazioni più svariate. Snodo cittadino di grande importanza, conosciuta come tappa fissa tra un cambio di treno ed un altro, o ancora per la presenza in zona di numerosi Hotel Stazione Termini, strategici per posizione e prezzo, pochi però sanno che la Stazione Termini cela alle sue spalle numerose curiosità legate alla sua storia, alla sua nascita.


Iniziamo dal suo nome. Lo snodo ferroviario è sito sul colle Esquilino e deve il suo nome alle antiche Terme di Diocleziano. Pertanto, chi ha sempre pensato che il suo nome fosse legato al significato di meta finale del viaggio, resterà sorpreso dall’apprendere che in realtà il toponimo “Termini” deriva in realtà dal latino thermae.

 

Le origini della Stazione Termini


Era il 1860 quando Pio IX ricevette il progetto per la stazione e il 1863 quando finalmente fu inaugurata e presentata alla città con il nome di Stazione Centrale delle Ferrovie Romane. I lavori di ammodernamento, che continuarono fino al 1867, portarono allo sbancamento del Monte di Giustizia, una collina di piccole dimensioni creatasi per mezzo del terriccio lì depositato durante la costruzione delle Terme.


In epoca passata, nella piazza antistante la Stazione Termini, vi era l’Obelisco di Dogali risalente al Faraone Ramsete II ed oggi sito all’interno del giardino di Via delle Terme di Diocleziano.


L’odierna facciata, invece, non è del tutto originale. Un primo progetto di ammodernamento risale al 1942 su progetto di Angiolo Mazzoni. I lavori furono però ben presto bloccati a causa della guerra e furono ripresi soltanto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Fu allora che il progetto degli architetti Montuoro e Vitellozzi vide la luce, concludendosi poi nel 1950.


La Stazione Termini si presenta oggi ai suoi viaggiatori mostrando il dinosauro, la pensilina costruita in cemento che con le sue linee sinuose avvolge la facciata e mostra orgogliosa il suo fregio astratto realizzato in alluminio di Imre Tot.


Ma non finisce qui. Un’altra caratteristica particolare dello scalo ferroviario riguarda la zona pedonale di accesso ai treni, che congiunge Via Giolitti e Via Marsala, che prende il nome di galleria di gomma a causa del materiale usato per la realizzazione del pavimento.

 

Queste alcune delle caratteristiche più interessanti di una Stazione che ha realmente fatto la storia e la differenza nei trasporti per lungo tempo.

 

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